Eccoci con un nuovo appuntamento con L’Italia nel piatto. Anche stavolta con un tema molto interessante e molto italiano: il piatto del Santo. Ogni città ed ogni più piccolo paese è devoto ad un santo al quale generalmente si affida il benessere degli abitanti del luogo e del luogo stesso e la sua celebrazione vede innumerevoli iniziative religiose e civili che coinvolgono tutti i cittadini. Generalmente i festeggiamenti culminano con le sagre dedicate ai piatti tipici del luogo.
Gli stessi paesi o città celebrano anche altri Santi che, pur non essendo i legittimi patroni della città, hanno un compito speciale che è quello di proteggere persone, cose o animali: Sant’Antonio Abate si festeggia il 17 gennaio e viene considerato il protettore degli animali domestici ed è per questo che in moltissime parrocchie quel giorno è permesso l’ingresso ai nostri animali che riceveranno la benedizione e non solo, una leggenda dice che la stessa notte gli animali avranno la facoltà di parlare.
Nei borghi della Tuscia viterbese la festa di Sant’Antonio Abate è molto sentita ed proprio in suo onore si prepara il caratteristico “Biscotto di Sant’Antonio”, un pane dolce profumato all’anice che viene impastato a forma di treccia per simboleggiare proprio il legame con il Santo e non è facile trovarne la ricetta che viene tramandata da generazioni nelle famiglie. L’anice che lo profuma lo rende perfetto anche per accompagnare un buon bicchiere di vino.
Il biscotto di Sant’Antonio è stato riconosciuto Prodotto Agroalimentare Tradizionale (P.A.T.) del Lazio.
Oltre alle trecce io ne ho ricavato dei panini, anzi dei maritozzi come li chiamavo da piccola quando mia madre, che ne era ghiotta, li comprava nel profumatissimo e caldissimo forno di Divina a San Lorenzo Nuovo, un bellissimo e antico borgo affacciato sul lago di Bolsena; sono quasi sicura che si trattasse dello stesso impasto del biscotto di Sant’Antonio.
Ecco la mia ricetta rivisitata, buon appetito!
Porzioni |
2 trecce e 5 piccoli maritozzi
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- 150 g di farina 0
- 100 g di farina 00
- 2 uova grandi
- 1 pallina da 40 g di lievito madre (16 g di lievito secco)
- qb di acqua tiepida
- 3 cucchiai di zucchero
- 1 bicchiere di olio se extra vergine usatene uno leggero
- 1 cucchiaio colmo di semi di anice
- 3/4 cucchiai di vino bianco
- 1 cucchiaino raso di sale fino
- 1 tuorlo sbattuto per spennellare il prodotto finito
Ingredienti
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- Mettete a bagno nel vino per qualche ora i semi di anice. Miscelate e setacciate le farine. Dopo aver rinfrescato il lievito madre prelevarne una dose di circa 40 g. e scioglierlo con un po' di acqua tiepida (in alternativa scioglieteci il lievito di birra secco). Aggiungete lo zucchero e continuate a mescolare. Unite una parte delle farine, mescolate poi aggiungete le due uova. Amalgamatele bene poi versate la restante farina, l'olio e i semi di anice. Mescolate e amalgamate e se necessario aggiungete acqua tiepida quanto basta per ammorbidire l'impasto che dovrà risultare soffice ma sufficientemente sodo da poter essere lavorato con le mani. Unite ora il sale sciolto in un cucchiaino di acqua.
- Trasferite l'impasto su un piano di lavoro infarinato e lavoratelo leggermente ripiegandolo su se stesso più volte. Preparate un panetto e dopo averlo coperto con una pellicola per non farlo seccare in superficie, lasciatelo lievitare fino al raddoppio.
- Foderate una leccarda con carta forno. Riprendete il panetto e tagliate dall'impasto dei panetti di circa 20/25 g. ciascuno. Lavorateli allungandoli come se faceste degli gnocchi poi uniteli insieme e a treccia.
- Adagiate le trecce sulla leccarda ben distanti tra loro, copritele e lasciatele lievitare ancora un paio d'ore. Spennellatele con il tuorlo d'uovo sbattuto poi infornate a 200° per circa 20 minuti (dipende dal forno e comunque se la superficie colora troppo potete coprirla con un foglio di alluminio per permettere di continuare la cottura).
- Sfornatele e lasciatele raffreddare su una gratella.
Curiosi di conoscere altri piatti preparati in onore dei Santi? Ecco la nostra Italia nel piatto:
Che meraviglia questi biscotti… bellissimi! A presto LA
Grazie mille!!! A presto!
WOW DAVVERO UNO SPETTACOLO, BRAVISSIMA!!!!BACI SABRY
Grazie Sabry beh non sono venuti perfetti e non sono sicura nemmeno che la ricetta sia proprio quella, però erano buonissimi proprio come quelli dei miei ricordi!!! Un bacio
Ciao Marina,
è proprio vero, paese che vai, dolce del Santo che trovi.
Da noi a Vecchiano ( Pisa) per il primo di dicembre si preparano i “panuccioli”( in Parrocchia e poi si acquistano con una piccola offertta per benedizione9. Ricorre Sant’Ansano ( in vernacolo Santo Sano) e c’è anche la S.Messa nel Santuario della Madonna di Castello, sulla collina.
Il freddo rende più suggestivo il tutto…e più gustosi i panuccioli,impasto povero e anaci.
E ‘bello ritrovare e cindividere le tradizioni.:-)
Sant’Ansano, Santo Sano non lo avevo mai sentito!! Quante cose si imparano, dici bene è proprio bello condividere le nostre tradizioni! Grazie e un abbraccio
Ma che bella questa uscita dell’Italia nel piatto. Sto scoprendo usanze e piatti legati ai Santi che non conoscevo.
Fantastici questi biscotti all’anice, immagino il loro profumo ^_^
Un bacio
E’ vero è così anche per me, poi questo mese ci sono un sacco di leggende e tradizioni, quanto sarebbe bello conoscerle tutte o almeno gran parte! Grazie Daniela!!
Interessantissimo questo biscotto..non sai come vorrei poter fare l’assaggio 😛
Buona domenica Meri <3
Grazie Consu e buona domenica anche a te cara!!
Ma che buono Mari, quanto vorrei averne uno qui, di quelli piccoli eh, per il dopo pranzo! bacione
eh si te ne lascio uno piccolo!! un bacio
Questi sono quei biscotti dal sapore rustico che piacciono tanto a me. Poi sono fatti con olio, quindi li adoro ancora di più.
si anch’io! sai credo che nella versione originale usino il latte, come per le normali brioche, io ho voluto provare così e devo dire che la morbidezza dell’impasto era la stessa! un abbraccio
Hanno un aspetto davvero invitante.
vero? come tutti i lievitati dolci!! slurp!! Grazie un abbraccio
un’altra bella ricetta con i semi di anice.. ne ho tanti!!!
la provo!
elisa
Grazie Elisa!
Interessante l’uso del vino nella ricetta! Sembrano deliziosi 🙂
grazie Chiara!!!
Brioches davvero speciali, sei stata veramente molto brava a recuperare questa ricetta della tradizione, complimenti!
Grazie mille Elena, un abbraccio
Ricetta fantastica, aspetto invitante. BIscotti mai assaggiati, sono davvero curiosa 🙂
Antonella ciao, il tuo commento era finito nello spam, mannaggia!! Mi dimentico sempre di guardarci ma ogni tanto bisogna farlo!! Grazie per essere passata! un abbraccio
Ricetta fantastica, aspetto invitante. BIscotti mai assaggiati, sono davvero curiosa 🙂