Umbria meravigliosa: Narni e il suo pan pepato

Gli archi di Narni in Umbria,, cittadina medievale

Volendo sfuggire al caos, al traffico, al frenetico viavai natalizio che sta per iniziare  non c’è bisogno di andare lontano. Sono sufficienti cinquanta minuti di autostrada per essere catapultati in paesaggi da favola. Verdi colline, ruscelli, borghi, profumi di lavanda e tartufo.  A poco meno di un’ora da Roma inizia l’Umbria, una regione ricca di natura, cultura, spiritualità e non solo.

Narni portale del tempo

E come in ogni regione ricca di tradizioni, il periodo natalizio vede l’Umbria animata di luci, suoni e manifestazioni che rendono perfettamente l’idea di quanto un luogo possa essere ospitale e confortevole anche con chi si ferma solo poche ore.

La scorsa domenica ho visitato per la prima volta Narni, un po’ timorosa forse perché andavo non proprio come una turista qualsiasi… ma come “ambasciatrice del panpepato”. Io? un’ambasciatrice? Ma io sono solo una ghiotta consumatrice di panpepato, l’ho sempre preparato consapevole di quanta tradizione,  quanta storia, quanto folclore possa esserci dietro ogni panetto di questo buonissimo pane speziato, quante famiglie umbre lo preparano in questo periodo, impastando ad occhi chiusi, tanta è la conoscenza e sicurezza nel trattare gli ingredienti.

Tutto è partito un paio d’anni fa, quando  Aifb, l’Associazione Italiana Foodblogger di cui faccio parte, ha presentato il Calendario del Cibo Italiano, la risposta nazionale al National Food Calendar statunitense e alle diverse giornate nazionali o internazionali dedicate ad un piatto o ad un prodotto tipico dei vari Paesi del mondo. Una iniziativa fortunatissima e decisamente interessante: cibi tipici, piatti tradizionali hanno avuto la loro giornata nazionale svelandosi ad ognuno di noi dal punto di vista storico, culturale e gastronomico, scoprendo sfaccettature assolutamente nascoste o impensabili.

Il Calendario mi ha visto ambasciatrice della giornata Nazionale del Panpepato e la cosa non è passata inosservata. L’Associazione infatti è stata chiamata a partecipare proprio alla Giornata Nazionale del Panpepato, organizzata dal Comune di Narni ed inserita nell’ambito di una magica iniziativa realizzata proprio a Narni: “NarniaNatalis” un ricchissimo evento con un programma fitto di manifestazioni culturali, spirituali, artigianali unitamente a percorsi degustativi  che vedrà il suo culmine domenica 6 gennaio con una grande festa.

Ed è proprio a Narni, domenica scorsa, che ho conosciuto non solo persone speciali che ringrazio profondamente per il calore e l’accoglienza, ma ho scoperto le differenze che ci sono tra pan pepato e pampepato, ho visitato un borgo stupendo accompagnata da due guide entusiaste, assaggiato un vinello strepitoso, gustato un piatto enorme di manfricoli al tartufo e mi sono beata in una cittadina dove medioevo e modernità convivono felicemente.

Narni in Umbria cittadina medievale

Ringrazio il Comune di Narni, il Vice Sindaco e tutti i suoi collaboratori;  ringrazio di cuore Patrizia Nannini per la sua competenza e disponibilità, per l’entusiasmo che è riuscita a trasmetterci durante la nostra visita; la ringrazio, inoltre,  perché se questa collaborazione con la città di Narni è andata in porto è stato per le sue brillanti idee e la sua lungimiranza, che mi auguro proseguano felicemente. Alla prossima, dunque!

NarniaNatalis, Umbria e panpepato

Se volete saperne di più sulla bellissima città di Narni o se volete leggere il programma della manifestazione NarniaNatalis e pianificare una prossima gita ecco i link giusti dove cliccare:

Comune di Narni

NarniaNatalis

Turismo a Narni

se poi volete leggere la mia ricetta e la storia del panpepato allora cliccate QUI

 

 

2 Comments

  • edvige ha detto:

    Conosco un pò l’Umbria come tutte le regioni italiane lungo il tragitto che facevamo partendo da Trieste verso la Puglia -Calabria parte Adriatico toccando il centro e fermando in varie realtà prima di ripassare con la roulotte. Poi sempre attraversando il centro versi però il Tirreno toccando le regioni parte le stesse parte nuove per fermaci nel Golfo del Policastri.
    Ricordo il fanoso “Centerbe” un liquore di erbe se bevuto sul posto era di 90° ma acquistano ne aveva 45° non potevano vendere l’altro 🙂 – il capretto alla scottadito ecc. bei ricordi.
    Belle immagini grazie e buona fine settimana.

  • SABRINA RABBIA ha detto:

    CHE BEI POSTI NON CI SONO MAI STATA NON CONOSCO L’UMBRIA AFFATTO, GRAZIE PER LA CONDIVISIONE. BACI SABRY

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