Eccoci ad aprile, iniziano le belle giornate, i ponti, le scampagnate. Forse, forse ci lasciamo alle spalle inverno, freddo e cattivo tempo.
Ed ecco il tema per L’Italia nel piatto di aprile: “carciofi per tutti i gusti”.
Il carciofo a Roma è considerato il re dell’orto. Soprattutto il vero carciofo romanesco, detto anche cimarolo oppure mammola. Ha la forma tonda, come vedete nella foto, è grande e sodo e ha dei colori davvero bellissimi.
Il carciofo romanesco IGP
E’ possibile trovarlo da metà marzo a maggio: le zone di produzione del Carciofo Romanesco del Lazio IGP sono le province di Roma, Viterbo e Latina.
Per tradizione, il carciofo è protagonista sulla tavola di Pasqua e Pasquetta ma non solo, non c’è vigilia di Natale senza carciofi fritti.
Inoltre, nelle frequentatissime sagre di Ladispoli, vicino Roma, o di Sezze in provincia di Latina, è possibile gustarlo cucinato in vari modi: le ricette che vanno per la maggiore sono i carciofi fritti, il carciofo alla romana con aglio e mentuccia e poi il carciofo alla giudia. A Velletri, in provincia di Roma, c’è la festa del Carciofo alla matticella P.A.T., buonissimo, cotto sotto la cenere.
Un’icona regionale
E’ talmente iconico che al carciofo romanesco è stata dedicata anche una moneta della Collezione Numismatica 2023 emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e coniata dalla Zecca dello Stato.
La moneta, che ha un valore nominale di 5 Euro, rende omaggio alla Regione Lazio e ai suoi tesori gastronomici: il vino Frascati D.O.C., la pasta all’Amatriciana, il carciofo romanesco e il grappolo d’uva Malvasia Puntinata. E’ molto particolare, se volete dare un’occhiata la trovate qui
Prove di ricetta
Tornando alla ricetta, ho deciso di cimentarmi in quella più difficile di tutte: il carciofo alla giudia. Mi piace talmente tanto che ho voluto provarci. Non è esattamente come quello che preparano mani esperte, ma devo dire che non è venuto affatto male, il sapore era fantastico.
Il carciofo alla giudia ha bisogno di una doppia frittura: chef ed estimatori vari sostengono che prima di immergerlo in olio bollente per la seconda volta, il carciofo vada spruzzato con acqua: serve a far arricciare le foglie e quindi a dare quella caratteristica forma di fiore aperto.
Io non l’ho fatto, ho temuto davvero di non saper gestire la frittura e il contatto dell’acqua con l’olio bollente, però il carciofo è venuto buono lo stesso, non era un fiore perfetto ma aveva una croccantezza fantastica!
Veniamo alla ricetta finalmente, ci vuole davvero poco, solo un carciofo, olio e sale!
Carciofo alla giudia
Ingredienti
- Carciofo romanesco
- olio di semi
- sale
- pepe facoltativo
- 1 limone
Istruzioni
- La prima cosa da fare è pulire il carciofo, fatelo nel modo canonico: accorciate e affinate il gambo, togliete le foglie esterne più dure, con il coltello tagliate via la punta. Tagliate il limone e strofinatelo tutto intorno al carciofo, poi mettetelo in una terrina con acqua acidulata con il restante limone e lasciatelo a bagno per circa 30 minuti. Togliete il carciofo dall'acqua e sbattetelo bene, lasciatelo scolare a testa in giù, poi asciugatelo bene.Una volta asciutto, tenendolo per il gambo battete il carciofo sul piano di lavoro per far si che si allarghi leggermente.Asciugate nuovamente ed ora è pronto per la frittura.
- A fuoco medio, scaldate l'olio fino a 160°, immergete il carciofo e lasciatelo cuocere per circa 6-8 minuti, sarà un tempo sufficiente per farlo ammorbidire.
- Scolatelo su carta assorbente e lasciatelo raffreddare. Una volta freddo, allargate leggermente le foglie con le dita.Ora scaldate nuovamente l'olio, stavolta a 180° e utilizzando delle pinze, tenete il carciofo per il gambo, immergetelo e lasciatelo cuocere a testa in giù fino a raggiungere la croccantezza delle foglie.
- Scolatelo nuovamente su carta assorbente, spolveratelo di sale (se vi piace anche di pepe) e gustatelo caldo, caldo: è davvero una leccornia!
- Potete servirlo come aperitivo, come contorno oppure prepararvelo per uno spuntino. Sta benissimo con un bicchiere di vino bianco freddo o un prosecco, ma anche una buona birra lo supporta davvero tanto!
Il carciofo alla giudia è un piatto tipico della cucina giudaico romanesca: in questi giorni ho fatto un salto al ghetto ebraico romano, scorrete le foto qui sotto per dare un’occhiata alla vita del ghetto nel periodo dei carciofi:
Ma come si cucinano i carciofi nelle altre regioni d’Italia? E’ ora di scoprirlo!
Piemonte: Carciofi alla Cavour
Liguria: risotto con i carciofi
Lombardia: Carciofi al burro “Articioc cunt el buter”
Trentino-Alto Adige: SPÄTZLE coi Carciofi
Veneto: Torta con i carciofi e pasta al vino bianco
Friuli-Venezia Giulia: zuppa d’orzo con carciofi e pancetta
Emilia-Romagna: Carciofi ripieni
Toscana. Sformato di carciofi
Umbria: Carciofi al forno
Marche: Tagliatelle ai carciofi
Abruzzo: Carciofi ripieni alla cupellese
Molise: Carciofi fave e cicoria
Campania: Carciofi alla napoletana
Puglia: Tiella di riso, patate e carciofi
Basilicata: Carciofi ripieni in umido alla lucana
Calabria: Tiana catanzarese
Sicilia: Carciofi alla Villanella
Sardegna: Pane Zichi con carciofi spinosi in doppia consistenza, bottarga e ricotta mustia
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Ho assaggiato i carciofi alla Giudia diversi anni fa e mi ricordo che erano buonissimi!!! Grazie per aver condiviso la ricetta, magari posso provare a farli 😉 Un abbraccio
Prima o poi assaggerò questa delizia, bravissima.
Sembra così fattibile, che nonostante non abbia io un buon rapporto con i fritti se trovo il carciofo giusto quasi quasi lo prov
Grazie per averne condiviso la ricetta
Ciao Manu
Ciao Marina! Sai, sono stata tantissime volte a Roma e non ho mai assaggiato il carciofo alla giudia! Devo assolutamente rimediare, perché mi ispira tantissimo… Dev’essere di una bontà pazzesca! Proverò la tua ricetta quanto prima!
Un abbraccio grande,
Mary
Quasi mi vergogno a dirlo, ma….non ho mai assaggiato il carciofo alla giudia!
Ogni volta che lo vedo mi viene un’acquolina da paura….e che dire di questo tuo?!
E’ semplicemente perfetto!
Un abbraccio cara e complimenti come sempre 🙂
Ho provato più volte i carciofi alla giudia e sono buonissimi! Non li ho mai cucinati però, mi piacerebbe imparare a farli. Farò tesoro della tua ricetta.
In una rassegna come la nostra tutta dedicata al carciofo, non poteva mancare un grande classico come questo!